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Le immagini degli abitanti per raccontare la storia: alla Biblioteca Ennio Flaiano la presentazione di “Come eravamo. Montesacro 1852-1950”

28 Aprile 2022 NewsFocus

Un secolo di storia raccontato attraverso le fotografie custodite nei cassetti dei residenti di Montesacro. Nel tardo pomeriggio di martedì 26 aprile, nei locali della Biblioteca Ennio Flaiano, sita in via Monte Ruggero 39, al Tufello, è stato presentato Come eravamo. Montesacro 1852-1950, volume edito da Typimedia Editore.

Dalla fondazione del quartiere ai primi anni del Dopoguerra. Il libro assume i contorni di un album di famiglia nel quale si possono riscoprire storie del passato che sono patrimonio culturale del nostro territorio. A spiegarlo è Antonio Tiso, curatore del volume, intervenuto alla presentazione insieme a Vittoria Del Gizzi, abitante storica di Montesacro: “La finalità del mio lavoro è raccontare la storia del quartiere attraverso le foto e le testimonianze degli abitanti. Sono immagini private, che non si trovano negli archivi, e per questo uniche perché raccontano spaccati del territorio a volte sconosciuti ai più”.

Il libro – prosegue Tiso – “nasce dalle relazioni che riesco a costruire con le persone. Da un lato cerco storie ed immagini nelle attività storiche dei quartieri e nelle botteghe, ma anche nelle scuole e nelle parrocchie. Da qui poi si attiva un passaparola che mi porta a bussare alle porte di cittadini che, nei loro album personali, custodiscono a volte un patrimonio storico inestimabile”.

In una sala piena di gente ed entusiasmo (tutti distanziati e con mascherina, ndr) sono così passate in rassegna, su un proiettore, alcune immagini scelte da Antonio Tiso per presentare il libro “Come eravamo. Montesacro 1852-1950”. Tra le ‘fonti’ del curatore c’è Vittoria Del Gizzi, residente storica del quartiere: “La mia famiglia vive nello stesso palazzo da quattro generazioni e il nostro archivio è ricchissimo. La memoria si tramanda di padre in figlio ed ogni curiosità sul passato del quartiere trova risposta nei racconti di chi l’ha vissuta”, racconta.

Le foto fornite dalla signora Del Gizzi hanno permesso di evidenziare una delle tematiche che il libro racconta, ovvero la scuola: “Io ho frequentato la Don Bosco, così come i miei figli e i miei nipoti. Ci sono foto dell’istituto al momento della fondazione e di come è cambiato nel tempo. Due pagine del libro sono poi dedicate a mio papà, Maestro di quartiere e per tutta la vita docente alla Don Bosco. Ha insegnato lì dal 1948 al 1977 ed è stato un innovatore. Lui era il primo a divertirsi e ha trasmesso la gioia di studiare a molti bambini dell’epoca che poi, non a caso, hanno trovato tutti una strada professionale importante nella loro vita”.

Una testimonianza impreziosita dalla presenza di Bruno, ex alunno del maestro Del Gizzi: “Nelle foto pubblicate sul libro ci sono scatti di quella che fu la mia classe alla Don Bosco che ho frequentato dalla terza alla quinta elementare”, racconta. Poi ancora: “C’è un aspetto da sottolineare. Nella stessa aula si ritrovava uno spaccato sociale importante, da chi viveva nelle baracche a chi, come me, alloggiava nelle case popolari fino a Enrico Bassani, figlio del famoso scrittore. Era una vita diversa e che con il tempo, purtroppo, si è persa”.

Come eravamo. Montesacro 1852-1950”: la storia del quartiere

UN’IMMAGINE DI UNA CLASSE DELLA SCUOLA DON BOSCO. A PRESENTARLA, DA SINISTRA, VITTORIA DEL GIZZI, IL SIGNOR BRUNO E ANTONIO TISO

La serata è proseguita con altre testimonianze e con una carrellata di immagini storiche di rilievo. Dai cantieri su piazza Sempione ai primi campetti di calcio a Val Melaina sino ai negozi e alle botteghe che iniziavano a comparire a corso Sempione e a piazzale Jonio. Ogni foto una storia.

Il libro fotografico dedica poi una parte importante alla Resistenza: “Non è un caso che il volume sia stato presentato oggi, all’indomani della ricorrenza del 25 aprile. Questa è una delle date più importanti dell’anno e attraverso le immagini degli abitanti ripercorriamo le storie di alcuni dei protagonisti della Resistenza a Montesacro”, dice Tiso.

Un secolo di storia in un volume da collezione. Ma perché si ferma al 1950? “Comprimere quasi due secoli in un unico libro sarebbe stata un’impresa editoriale impossibile”, spiega Tiso. “Questo è già un testo di oltre 200 pagine, ma non finisce qui. Abbiamo deciso di dividere le uscite in due blocchi storici. L’obiettivo è quindi far uscire presto un nuovo libro che racconti la storia di Montesacro in immagini dal 1950 al 2000”.

da RomaH24 Montesacro

Come eravamo montesacro

Come Eravamo

Come eravamo. Montesacro 1852-1950

Antonio Tiso

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